La cravatta

L’antesignano della cravatta è senza dubbio il fazzoletto da collo che nel corso dei secoli fu l’accessorio che intellettuali e ricchi borghesi utilizzavano come segno di distinzione sociale e culturale. Ma è solo alla fine del 1.800 che i membri dell’exeter college di Oxford commissionano al loro sarto delle “strisce di seta”, con colori personalizzati, creando di fatto la prima cravatta: la cravatta così come la conosciamo, esiste dal 1924 anno in cui l’americano Langsdorf ricavò una cravatta tagliando la seta anziché a “dritto filo” con un angolo di 45’ ed usando tre strisce di seta cucite insieme. La cravatta è l’accessorio maschile per eccellenza e definisce, piu di ogni altro accessorio, il completamento di un look formale. Esistono migliaia di combinazioni di cravatte che in base ai tessuti, ai tagli, costruzioni ed alle misure definiscono un diverso valore semantico quindi estetico per il look in cui sono inserite.

La cravatta comune

La maggior parte delle cravatte sono realizzate con un metodo di costruzione industriale che consiste nel sovrapporre una striscia di tessuto in seta, lana o cotone ad un tessuto quasi sempre sintetico detto “imbottitura”, i tessuti così sovrapposti vengono piegati su sè stessi e cuciti alle estremità: il tessuto in seta, lana o cotone pregiato formano la parte esterna della cravatta mentre la striscia di tessuto sintetico, l’ imbottitura, crea l’anima interna della cravatta dandole consistenza. Questo tipo di cravatta, come tutti i prodotti di abbigliamento di mediocre qualità, però ha un aspetto plastico e statico, semplicemente non naturale.

L’originale cravatta di qualità

Chi invece preferisce corredare il proprio abbigliamento con un accessorio di qualità, dovrà optare per una cravatta “tre pieghe”, “sette pieghe” o “nove pieghe” la cui costruzione artigianale e sartoriale consente di ottenere una cravatta di corposa ma leggera consistenza il cui nodo si definirà in un dettaglio di stile. La costruzione di questa speciale cravatta infatti consiste nell’utilizzo di un solo tessuto (seta o lana) che viene ripiegato cinque, sette o nove volte su sé stesso dall’esterno verso il centro e poi cucito alle estremità cosìm ottenute: dunque una cravatta dalla corposità naturale in cui non esiste “imbottitura”, casomai una leggerissima “teletta” in lana sulla parte superiore. Il taglio della seta viene eseguito a mano così da centrare la fantasia per una larghezza che alla chiusura deve essere sempre compresa tra gli 8,5 cm ed i 9,5 cm nella parte più larga.

Non tutti i nodi sono uguali

Esistono moltissime varianti di nodi che nell’arco della storia personaggi di grande vocazione estetica hanno contribuito a creare, fra i più importanti:
Schermata 2017-11-24 alle 09.40.10

l’inglese

Nodo neutro ed equilibrato, è il nodo classico per eccellenza
Schermata 2017-11-24 alle 09.56.15

Windsor

Nodo simmetrico a struttura conica, adatto ai colli francesi
Schermata 2017-11-24 alle 10.06.18

Scappino

Nodo stretto che consente di dare corposità al nodo
a ciò aggiungiamo che non esistono nodi più belli di altri ma solo più opportuni: anche in questo caso è solo una questione di stile ed eleganza. Mentre per i nodi non si può fare un discrimine sulla bellezza o meno di uno rispetto agli altri, per le cravatte invece sì: infatti una cravatta dozzinale rende banale e sciatta l’immagine di chi la indossa, una cravatta di qualità invece dona un allure stilistico che pregia e definisce il carisma estetico di un uomo.