CURA DELLA LANA

Come per Tutti i capi di abbigliamento vale la regola secondo la quale il capo dopo essere stato indossato va ripiegato e fatto riposare per almeno un giorno: alternare i capi da indossare infatti consente alle fibre di riprendere la loro forma e di ossigenarsi. Per quanto riguarda le lane, esistono due fastidiosi effetti che contribuiscono più di ogni altro all’invecchiamento del capo in lana. Il peeling e l’infeltrimento.

IL PEELING

Per peeling si intende la comparsa di piccoli accumuli di lana a causa dello strofinio delle piccolissime fibre superficiali che sfuggono dal filo perché non fissate completamente dalla torsione. Spesso si tende ad avere una concezione sbagliata del peeling pensando che sia un difetto di qualità. In realtà, questa è una caratteristica frequente e assolutamente normale delle lane fini: cashmere, angora, supergeelong o merino extrafine. Nella realizzazione di una maglia si deve sempre scendere a dei compromessi: infatti si è sempre di fronte al dilemma che impone di scegliere tra il privilegiare la morbidezza oppure serrare il filo, per impedire la liberazione di quelle fibre che, con il continuo uso, provocano il peeling: dunque più il filo è ritorto tanto più diventerà meno morbido e gonfio, al contrario, l’uso di un filato gonfio, morbido e leggero, ottenuto con pochi giri di torsione, porterà alla creazione di una maglia delicatissima, che si deteriorerà però nell’arco di poco tempo. Più le fibre sono sottili e più avranno tendenza al peeling: una maglia in “shetland” (lana ordinaria) avrà sicuramente meno problemi di un merino’s extrafine o di un cashmere.

L’INFELTRIMENTO

L’infeltrimento delle maglie di lana consiste in un drastico ridimensionamento del capo per una estrema aggregazione delle fibre. Si verifica solo in fase di lavaggio o per uno sbalzo di temperatura dell’acqua o per un movimento meccanico troppo violento e duraturo. Le fibre di lana sono, se osservate al microscopio, somiglianti all’esterno alla corteccia di un albero. Questa corteccia è ricoperta dalle cosiddette “cuticole”; sono queste le responsabili dell’infeltrimento. Con l’effetto dello sbalzo di temperatura dell’acqua o di sue temperature troppo alte o troppo basse e dell’azione meccanica, che favorisce lo spostamento e l’incontro delle fibre (movimenti della lavatrice), la fibra di lana spalanca le cuticole e il processo di infeltrimento può avere il suo inizio. Attenzione:più la lana è fine, più fibre ci sono e più la capacità di infeltrimento è alta. La frase che a volte abbiamo sentito dire : “questa lana non è buona… è infeltrita subito” è vera al contrario: migliore e più pregiata è la lana, maggiori sono le possibilità di infeltrirsi. Fisicamente, l’infeltrimento è l’incastro delle cuticole delle varie fibre ed è un processo che non ha ritorno quindi, una volta infeltrito, il capo non potrà mai più tornare alle dimensioni originali.

IL LAVAGGIO

Per quanto concerne invece il lavaggio il consiglio è sempre quello di leggere con molta attenzione l’etichetta con le istruzioni di lavaggio presenti nel rovescio del capo e, qualora incontraste difficoltà, decifrando i vari simboli presenti in etichetta seguendo la scheda di seguito proposta. Se proprio volete dunque dedicarvi al lavaggio domestico di un capo in lana, Vi proponiamo un vademecum che Vi sarà di sicuro utile per evitare di accorciare la vita del vostro pregiato pullover. Innanzitutto facciamo presente che più alta è la percentuale di lana presente nella composizione della maglia e maggiore deve essere l’attenzione da prestare al lavaggio: infatti è per questo che una piccola percentuale di acrilico presente nella composizione della maglia non è da considerarsi un fattore di mortificazione della qualità del capo.

Seguite queste avvertenze:

- La pura lana non va lavata in lavatrice ma a mano con saponi specifici, accuratamente disciolti nell’acqua, prima di immergervi il capo.
– Gli indumenti in lana durano più a lungo se (come del resto tutti i capi di qualsiasi tessuto) vengono girati al rovescio prima di lavarli; così si limiterà l’effetto peeling.
– L’acqua deve essere leggermente tiepida Occorre mantenere la stessa temperatura dell’acqua per tutta la durata del lavaggio e dei risciacqui: uno sbalzo di temperatura infatti può fare infeltrire il capo.
– Durante il lavaggio, il capo non deve essere strofinato ma delicatamente mosso nell’acqua Il lavaggio deve durare pochissimo, la lana non va lasciata troppo in acqua (si infeltrisce), va sciacquata abbondantemente e mai strizzata.
– Infine, se consentito, lo stiraggio deve essere esclusivamente eseguito con il vapore: la piastra del ferro infatti schiaccerebbe le fibre facendo perdere volume e quindi le caratteristiche termiche alla maglia.
Come si può facilmente cogliere dalla procedura di lavaggio precedentemente descritta, lavare a casa un capo in lana è una operazione estremamente delicata, laboriosa e comunque dispendiosa in termini di consumo di tempo e risorse: senza considerare il rischio di rovinare irrimediabilmente il capo facendolo infeltrire. E’ perciò che consigliamo, per la cura dei capi in lana, di indossarli, a rotazione, il più possibile e di lavarli affidandoli a delle lavanderie specializzate per un trattamento (se possibile) di lavaggio a secco: infatti con il lavaggio a secco non si rischia di infeltrire la maglia, si pulisce meglio dall’effetto peeling e molte volte risulta più economico sia per il risparmio di risorse domestiche che di tempo. Ad ogni modo al di là dei semplici gesti fin qui consigliati, ci si può prendere cura del proprio pullover semplicemente usandolo con rispetto.